07 settembre 2011

5 milioni a Senago e 500mila euro a Pozzallo [Maxi e Miliardario]

Cinque milioni con un «Gratta e Vinci». Una vincita straordinaria attorno alla quale è scoppiato un piccolo giallo, che sarebbe stata fatta a fine agosto nel bar-cartoleria- ricevitoria del Gaggiolo di via dell’Alpino 18. Anche se la conferma ufficiale della superfortunata «grattata» dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, questa storia è infarcita di minuziosi particolari che la rendono reale. Chi era presente al momento della rimozione della vernice «magica» del tagliando, giura che sotto c’era la strepitosa cifra che ha fatto
sobbalzare il cuore delle persone che avevano acquistato il biglietto, poi fuggiti senza dire una parola. «Il Gratta e Vinci era quello del MaxiMiliardario da 20 euro. Ad acquistarlo sono state quattro persone che erano insieme. Non li conosco, anche perchè venivano nel bar solo da qualche giorno. A quanto ho capito – racconta il titolare, Benito Perchiacca – sono dei sordomuti. Quando lo hanno grattato si sono guardati in faccia, hanno gioito battendo le mani e le loro espressioni dicevano tutto. Poi sono usciti di corsa salendo su un’auto che è partita a forte velocità». Fonte.
Vinti 500 mila euro con un biglietto da cinque euro a Pozzallo. E’ quanto ha portato a casa un fortunato “scommettitore” che acquistando un biglietto “gratta e vinci” del concorso “Il Miliardario” si è trovato la fortuna in tasca. L’acquisto è stato effettuato presso una ricevitoria di Corso Vittorio Veneto a Pozzallo dove i titolari ne sono venuti a conoscenza attraverso il sistema di collegamento con i Monopoli di Stato. Ciò che sappiamo – dice il titolare dell’esercizio, Giovanni Di Stefano – è che lo scorso 26 agosto il biglietto è stato consegnato in banca. Noi ne siamo venuti a conoscenza attraverso la comunicazione dell’avvenuto trasferimento della somma. Non abbiamo, sinceramente, idea di chi possa essere anche perchè allo stato Pozzallo è piena di turisti, dunque potrebbe essere un nostro concittadino oppure un forestiero che da noi non si è fatto sentire e nemmeno vedere. Fonte.